Danza del ventre come linguaggio femminile universale

Danza del ventre come linguaggio femminile universale

Un ottimo metodo per ampliare la nostra conoscenza è quello di trovare l’arte più adatta a noi, come persone e inclinazione, siamo noi stessi a dover cercare questa forma d’arte che occorre alla nostra crescita interiore, sia come uomini e donne, sia come grande crescita del lato spirituale.

Ci sarà sempre qualcosa che tenderà ad attirarci rispetto ad altre cose, qualcosa che ci appassioni a tal punto da renderla quasi un motivo esistenziale per noi stessi, se avremo la fortuna di incappare mai in uno stile artistico che risvegli in noi questi istinti, ecco che avremo trovato la nostra tanto ricercata “vocazione artistica”.

Quel ponte tanto ricercato che occorre a connettere la nostra creatività sepolta con la nostra vita interiore e di rimando, a quella esterna: la creazione artistica materiale (ciò che ci rende umani).

Il linguaggio comunicativo di stampo universale della danza del ventre, che la rende pertanto un tipo di arte attraente per tutte le donne, provenienti da differenti Paesi e culture, è un tipo di linguaggio che esula dall’essere esclusivamente rilegato ad una danza di carattere folklorico Medio Orientale, perché si spinge ben oltre questa semplice dicitura. 

La danza del ventre è infatti considerabile non solo come una dottrina che attinge da innumerevoli elementi popolari, come appunto avviene nelle arti folkloriche (folk=popolo+lore=dottrina), ma è anche una dottrina creata e rivolta al femminile, elemento di richiamo basico di ogni donna.

Un tipo di attività che distrugge le barriere culturali e geografici, avvicinando le donne di ogni parte del Mondo, creando empatia e gruppo, indistintamente dal tipo di cultura, credo o usanze alle quali ogni donna appartiene.

Interessante è inoltre vedere come le donne di luoghi lontani attingano alla conoscenza della danza del ventre, apprendere un tipo di danza considerata da molti in maniera errata, proveniente da un luogo che non appartiene alla cultura Occidentale, resta per le donne occidentali sintomo di grande apertura mentale, pronte ad apprendere un tipo di linguaggio a loro estraneo ed esotico, ma così solo in apparenza, una volta intesi il significato e la struttura artistica che si celano dietro ad esso.

Sebbene questa danza Orientale racchiude un proprio linguaggio che la caratterizza intrinsecamente, conferendole quel suo valore distinto e la propria identificazione nei balli di tutto il Mondo, il suo metodo rappresentativo non dovrebbe affatto essere limitato all’utilizzo degli stessi passi e coreografie ripetute.

Essa non risulterebbe così determinante per il gentil sesso, se ogni tipo di gesto, movenza o passo che la vanno a costituire, non avesse realmente un proprio significato specifico da intuire o studiare.

In ogni sua macro e micro sfaccettatura, la danza del ventre nasconde una vasta quantità di elementi significativi, nulla di ciò che la compone è lasciato al caso ed ogni strumento, così come ogni veste o infine ogni movimento, possiede un profondo significato da scorgere.

Nel corso della storia di questo ballo popolare, è stato molto interessante ed anche incoraggiante, inoltre, osservare come ogni diversità culturale (ed in certi casi persino religiosa), possa aver arricchito il linguaggio artistico di questa danza, anche nel come proporla agli altri attraverso gestualità differenti da luogo a luogo.

Una cosa però ha sempre accomunato le rappresentazioni di questo ballo, l’esperienza di proporre la celebrazione della femminilità attraverso i movimenti del ventre di una donna, è il ventre dunque che mantiene quel filo conduttore che unisce tutti gli stili esistenti, che trascende da ogni altro elemento e che regala alla sua danza quella visione femminile e sacra della Madre Terra, oggi così come mille e più anni orsono.